I lavori per la realizzazione del porto di Castellammare del Golfo, che prevedevano il prolungamento della diga foranea, la messa in sicurezza e tutte le opere di completamento per un importo complessivo di 40.000.000 di Euro, sono stati posti sotto sequestro il 26 maggio 2010, e i lavori bloccati a seguito di una indagine della GdF relativa all'ipotesi di realizzazione con cemento depotenziato e materiale inerte non corrispondente ai parametri previsti dal capitolato di appalto e frode nelle pubbliche forniture. In seguito il 6 luglio 2010 i lavori sono stati parzialmente dissequestrati, ma i lavori non solo non sono ripresi, ma società consortile Nettuno S.C.A.R.L., esecutrice dei lavori, rischia di essere travolta dai debiti, pressata dai fornitori-cretitori da un lato ed impossibilitata ad incassare gli stati di avanzamento dall'altro. L'opera quindi si candida a far parte dell'Incompiuto Siciliano di ultim agenerazione.